mercoledì 11 giugno 2014

Dopo il recupero dello sciame

Una tra le sensazioni più belle che per l'apicoltore rappresenta un tocco di colore in più alla primavera è proprio la raccolta dello sciame.
Ci sono però delle cose che sarebbe opportuno fare per essere sicuri di avere una famiglia sana e senza problematiche.
1) Passare ossalico gocciolato (apibioxal) per poter uccidere il più alto numero di varroe possibili. Viene consigliato di passare l'ossalico dopo 5-6 giorni, in quanto la famiglia si è stabilizzata nella nuova dimora e non c'è ancora covata opercolata, ciò che favorisce la morte delle varroe attaccate alle api.
2)  Controllare che ci sia la regina o che non abbia problemi:
  • Se si hanno altre famiglie potete inserire un favo di covata fresca di altre famiglie. Se le api andranno a costruire delle celle reali appare evidente che la regina non sia presente (si parla di sciame orfano). In questo caso inserendolo subito, si può già vedere l'effetto nel momento i cui si va a gocciolare l'ossalico.
  • Se non si hanno altre famiglie dalle quali prendere covata o magari non si vuole rischiare il passaggio di eventuali malattie, spore etc, sarebbe opportuno fare un controllo visivo per constatare la presenza della regina. Secondo me andrebbe fatto o quasi subito (il secondo, terzo giorno, prima del gocciolato) oppure dopo il gocciolato (6 giorni dopo il gocciolato, per via della caduta di varroe credo possa andare bene. In alternativa se non si vuole cercare la regina, si aspetta semplicemente qualche giorno per vedere se la regina ha deposto uova. Non c'è un periodo di tempo specifico entro il quale la regina depone, possono essere 3-4 giorni come 8-9 (a me è capitato il secondo caso), statisticamente sentendo in giro la media è 6 giorni.
         Io personalmente ho fatto il gocciolato dopo 5 giorni e ho controllato la presenza della regina 12 giorni          dopo il recupero dello sciame, cioè 7 giorni dopo il gocciolato, in modo che ho proceduto anche alla
         marcatura.
3) Marcare la regina, se si vuole.....  io l'ho marcata il dodicesimo giorno dal recupero sciame e
    non c'è stato alcun problema. La regina e le api hanno continuato come nulla fosse successo.
4) Si può mettere la famiglia in un porta sciami oppure in un arnia normale separandola con due diaframmi. L' ulteriore alternativa è quella di mettere la famiglia in un arnia normale con tutti i telaini inseriti, senza diaframmi.
A) Se si mette la famiglia nel porta sciami, si aspetta che quest'ultima abbia costruito tutti i telaini per poi travasarla nell' arnia definitiva. Supponendo che occupi 6 telaini, si possono mettere aggiungere 2 fogli cerei tra covata e scorte, uno a destra e uno a sinistra. Nelle posizioni 1 e 10 ci si può mettere il diaframma, oppure direttamente altri due fogli cerei. (metodo più usato).
B) Si può mettere subito la famiglia al centro dell'arnia definitiva con due diaframmi e poi mano a mano si aggiungono fogli cerei tra covata e scorte, sia a destra che a sinistra.
C) Si mette la famiglia nell' arnia con tutti i fogli cerei e si lascia fare tutto in tranquillità alle api.
D) C'è chi mette la famiglia direttamente nell' arnia grande separata con i diaframmi inserendo però il melario. In questo caso le api spostano il miele nel melario lasciando cosi nel nido dei telaini liberi per la covata. Se prendiamo una famiglia (su 7 telaini) a fine aprile questa andrà a costruire i 7 telaini li intaserà di miele. Se la regina tarda nella covata è possibile che alcune celle siano riempite a metà di miele e la regina non abbia spazio sufficiente per deporre o, per lo meno, avrà meno spazio del necessario. Pertanto inserendo il melario, il miele prodotto verrà trasportato al suo interno dalle api, le quali stanno strette nel nido con i diaframmi e la regina potrà deporre tranquillamente. Facendosi il calcolo dei giorni, quando ci sarà lo sfarfallamento delle nuove api, è necessario introdurre i telaini restanti nel nido. Vantaggio: la famiglia andrà subito in produzione e avremo già miele nel melario. (non ho provato questo metodo ma credo funzioni).

Io ho usato il metodo B, e quando la famiglia aveva costruito tutti i 6 cerei principali ho messo direttamente gli altri 4 fogli cerei, anche perchè avevo provato a mettere il diaframma ma volevano costruirci sopra ;) :

Voglia di costruire

ACCORGIMENTO:
COSTRUZIONE CELLE REALI.
Può capitare che alcuni sciami inizino a costruire dei cupolini che possono essere sia nella parte inferiore dei favi che nella parte centrale.
Mentre quella della parte inferiore sono i cupolini tipici della sciamatura, quelli al centro del favo dovrebbero essere di sostituzione (le api vogliono sostituire la regina). Nel mio caso, infatti, ho trovato un solo cupolino al centro del favo.
A questo punto la regina potrà deporre o meno nel cupolino di sostituzione e, in caso affermativo, dopo la nascita della nuova regina, le api andranno a sopprimere la vecchia.
E' possibile trovare sia cella reale centrale di sostituzione che celle reali in basso di sciamatura. In questo caso ogni apicoltore agisce come meglio crede, c'è chi fa i nuclei, chi invece lascia fare tranquillamente alle api, che potrebbero anche sciamare, chi invece sopprime le celle reali per fare andare la famiglia in produzione.

venerdì 11 aprile 2014

Api su fiori di prugno

Ed ecco qualche scatto con api su fiori di prugno




RECUPERO NUOVO SCIAME

Arriva la terza famigliaa;):
 L'inverno mite di quest'anno ha sicuramente favorito la popolosità delle famiglie tanto che una delle mie due famiglie ha già sciamato e nell'altra ci sono molte celle reali. Per fortuna lo sciame si è fermato a 10 metri dall'arnia di origini sempre dentro al mio campo, altrimenti chi si sarebbe accorto.
Il recupero dello sciame è stato abbastanza facile essendosi posato in una pianta di lavanda.
 Ed eccole famigliarizzare con la loro nuova casa



giovedì 3 aprile 2014

Ape su fiore di prugno

RINNOVO I MIEI SALUTI A TUTTI COLORO CHE SEGUONO IL BLOG CON UNA NUOVA FOTO APPENA FATTA.


APE SU FIORI DI PRUGNO


mercoledì 19 febbraio 2014

Calcolo acido citrico su 1 litro di succo di limone

Grazie all'acuta osservazione di RICCARDO61 secondo il quale i grammi di acido citrico erano 3 e non 0,3 come da me precedentemente scritto ho fatto delle ricerche e mi sento di confermare quanto detto da RICCARDO 61.
Però per correttezza vi dico che questa è una mia interpretazione, prendendo in esame info che ho trovato sul web, pertanto prego chiunque riesca a fare maggiore chiarezza o a smentire quanto detto di contattarmi per modificare il post.
Ho trovato sul web questo studio che ci toglie molti dubbi. Si riesce a vedere come in un litro di succo di limone risultino esserci ben 63,4 grammi di acido citrico....

Leggetela è interessante ;) :


Quindi, se abbiamo in casa l'acido citrico in polvere e non vogliamo usare il succo di limone dobbiamo trovare quanti grammi di acido citrico ci servono.
Poichè, come detto precedentemente (nel post sullo sciroppo), ci servirebbero 40ml di succo di limone, dobbiamo calcolare quanti grammi di acido citrico sono contenuti in 40ml di succo di limone.
Quindi considerando che 40ml di succo di limone equivalgono a 0,040 litri possiamo impostare la seguente proporzione:

1litro:63,4grammi = 0,040litri: X
(Se in 1 litro di succo di limone ci sono 63,4 grammi di acido citrico, quanti ce ne stanno in 0,040 litri?)

X= 0.040*63,4/1= 2,54gr (grammi di acido citrico di cui abbiamo bisogno)

Ringrazio ancora RICCARDO61 per il contributo.

lunedì 25 novembre 2013

ACIDO OSSALICO SUBLIMATO

Oltre all'acido ossalico gocciolato, un altro metodo utilizzato per trattare le api è quello di somministrare l'acido ossalico in forma sublimata.
La sublimazione consiste nell'evaporazione dell'ossalico che avviene ad una temperatura pari a circa 150 gradi, per questo abbiamo bisogno di uno strumento adeguato.
A prescindere da quale sia lo strumento, la tecnica è, più o meno, sempre la stessa.

PROCEDURA:

Prima di spiegare la procedura è estremamente importante munirsi di una maschera per acidi organici poiché respirare l'acido ossalico sublimato è abbastanza pericoloso. E' stato, infatti, rilevato che l'acido ossalico, se presente in eccesso nell'organismo, favorisce il formarsi di calcoli renali.
Io ad esempio uso questa maschera e i filtri sono apposta per acidi organici.


1) Come prima cosa, dobbiamo mettere in un contenitore dai 3 ai 5 gr. di acido ossalico in polvere, in base alla popolosità della famiglia da trattare. Personalmente metto l'ossalico in questo contenitore, pesandolo con una bilancia digitale. In futuro però acquisterò un misurino e vedere la tacca che equivale a 3 o 5 grammi in modo tale da non dover stare a pesare ogni volta (il misurino costa 0,30 centesimi, solamente mi dimentico sempre di comprarlo e ogni volta ripiego sul mio piccolo contenitore di fiducia ;) ).


2) Stabilita la dose che vogliamo usare inseriamo l'ossalico nell'apposito alloggiamento del nostro sublimatore. Questo è il sublimatore che uso io e l'alloggiamento è sulla sinistra.
Per le info sul sublimatore si rimanda al seguente link: SUBLIMATORE
  
3) Ora inseriamo il sublimatore nell'arnia e chiudiamo la porticina d'ingresso ermeticamente. Io ho usato della gomma piuma poiché si può premere e si può inserire perfettamente nel foro, ma si possono usare anche stracci o altro. Occhio perché se mettete la gomma piuma a contatto con il ferro che si riscalda potrebbe prendere fuoco. Io personalmente inserisco tutto il sublimatore all'interno dell'arnia lasciando fuori il filo e quindi la gomma piuma non va a contatto con il ferro e non si brucia.

4) Attacchiamo i morsetti del sublimatore, alla batteria di un auto o altro. Io l'ho attaccato all'avviatore per auto, che di per se equivale ad una batteria da 12 volt. E' comodo da trasportare, pesa poco, e quelli economici si rimediano a 30- 35 euro.


5) Aspettiamo 5 minuti, tempo necessario all'ossalico per evaporare (il tempo varia in base alla marca e al tipo del nostro sublimatore). Se si dispone del cassettino per la varroa molto probabilmente si vedrà del fumo fuoriuscire.

6) Stacchiamo la batteria dal sublimatore e aspettiamo due minuti per dare il tempo all'ossalico di fermarsi bene nei telaini.

7) Infine si toglie il sublimatore e lo si immerge in una bacinella d'acqua per farlo raffreddare. Se non lo raffreddiamo, oltre al rischio di scottarci, vediamo che inserendo la nuova dose di acido ossalico per trattare la famiglia successiva, l'ossalico sublimerà quasi subito, essendo il sublimatore ancora molto caldo.

sublimatore

Il sublimatore è uno strumento utilizzato per la somministrazione dell'acido ossalico in forma sublimata. Esistono diversi tipi di sublimatore il cui funzionamento è pressoché analogo.
Io personalmente ho il seguente:
Nella parte sinistra vediamo l'alloggiamento in cui inserire l'ossalico in polvere, mentre nella parte destra abbiamo i morsetti che si attaccano nella batteria che alimenterà il sublimatore e farà raggiungere, la vaschetta in cui è contenuto l'ossalico, la temperatura necessaria a far evaporare l'ossalico (superiore ai 150 gradi).
Questo sublimatore è alimentato a 12 V, quindi una batteria per auto è perfetta. Io personalmente utilizzo l'avviatore per auto, che di per se è una batteria ricaricabile e mi consente di vedere con l'apposito pulsante se si sta scaricando e quindi se va messo sotto carica.
In base al sublimatore di nostro possesso, potrebbero essere necessari voltaggi diversi (12V - 24V) e il tempo per far evaporare l'ossalico potrebbe essere maggiore o minore. Nel modello sopra riportato occorrono 5 minuti.
In alternativa abbiamo quest'altro sublimatore VARROX:
E' praticamente identico al primo ma forse è più pratico, avendo il meccanismo anteriore più corto e quindi più veloce da inserire nell'arnia.

Un altro modello analogo ai primi è il seguente:
Per i tre modelli precedenti il prezzo oscilla tra le 130 e le 170 euro.

Mentre un modello ben più costoso, circa 350 euro, ma di sicuro utilizzo professionale è il seguente: