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lunedì 8 ottobre 2012

BLOCCO DI COVATA SU FAVO VERTICALE

IL BLOCCO DI COVATA SU FAVO VERTICALE
viene effettuato prima di passare l'acido ossalico gocciolato, in modo da rendere più incisivo tale trattamento.
Grazie a questa procedura è possibile isolare un intero favo, contente la regina, all'interno di una gabbietta, ciò che consentirà lo sviluppo della covata solamente al suo interno. Nel resto dei favi pertanto la regina non potrà deporre e man mano che le api nasceranno, le celle rimarranno vuote.
UTILITA'
Con questo metodo ci sarà un unico favo con covata che servirà da esca per le varroe le quali, ai fini della riproduzione, sono costrette ad entrare nelle celle e a deporre le uova. Togliendo l'unico favo in cui c'è la covata butteremo automaticamente via un elevatissimo numero di grandi e piccole varroe e delle loro uova. Per sopprimere, invece, le varroe ancora rimaste attaccate all'addome delle api si procederà con l'acido ossalico gocciolato.
COME SI EFFETTUA
Per effettuare tale procedura è necessario munirsi dell' apposita gabbietta nella quale verrà inserito tutto il favo, con, all'interno, la regina.
FASI INZIALE DI INSERIMENTO:
  1. Si avvista il punto preciso dell' arnia nel quale vogliamo mettere la gabbietta. (RICORDARSI che la gabbietta occuperà lo spazio di due favi e va messa in diagonale. Io personalmente ho inserito la gabbia negli spazi del telaino 8 e 9 lasciando per sicurezza nell' ultimo spazio un telaino di scorte.)  
  2. Si toglie un favo che non dovrà essere rimesso nell'arnia. 
  3. Si avvista il favo con la regina e si inserisce dentro la gabbietta 
  4. Si ripone la gabbietta in diagonale nei due spazi lasciati vuoti dove prima risiedevano i due favi tolti. 
  5. Il risultato finale sarà quello di avere la gabbia in diagonale che occuperà lo spazio di due telaini e andremo a riporre il favo che ora non entra più nell'arnia nella cassetta di servizio.

FASE DI ATTESA
in questo modo la regina potrà deporre solamente all'interno del favo intrappolato dentro la gabbietta.
Si aspettano ora 21 giorni, tempo necessario alla nascita di tutte le api presenti nei favi esterni alla gabbietta.
Ritengo utile questi giorni poichè se la regina avesse deposto uova nei favi esterni a quello inserito nella gabbia, il tempo di evoluzione di uova ad ape con relativa uscita dall'opercolo dell'ape, sarebbe in media 21 giorni.

FASE FINALE
dopo i 21 giorni si procede con delicatezza a togliere la gabbietta e a sfilare da essa il favo.
Il favo contenuto in essa, che abbiamo tolto, è l'unico ad avere covata che sarà veramente stra carica di varroa.

Ricordando che l'escludi regina va inserito in diagonale occupando lo spazio di due telaini, nelle parti più vicino al legno dove ci sono i distanziatori, rimangono degli spazi vuoti abbastanza ampi che alle api non piacciono, e che, purtroppo, andranno a costruire con la cera.

Ho visto persone che erano messe molto peggio di me, con molta più costruzione, pertanto, nell'utilizzo di tale metodo bisognerà accettare le costruzioni e mettere poi il tutto nella sceratrice.

Prima di procedere a togliere il favo da dentro l'escludi regina, accertarsi di staccare la cera che tiene attaccato il telaino stesso con la griglia laterale. Questo per evitare di fare forza e rischiare di schiacciare la regina.
1- Sfilare delicatamente il favo e prendere la regina per riporla sopra agli altri favi che ormai saranno tutti vuoti di covata e non aspettano altro che essere riempiti di uova.

2- Scrollare pertanto le api ancora attace al favo nell'arnia.

3- Dopo aver scrollato le api ci rimarrà un favo con covata, più o meno come quello nella seguente foto:
4- Procedere a sopprimere la covata che è piena di varroa, o mettendo tutto in sceratrice (cosa che alcuni fanno), oppure utilizzare il getto d' acqua a pressione, usato da me. Purtroppo la soppressione della covata, che da un lato è un operazione alquanto triste, dall'altro è essenziale per la sopravvivenza del resto della famiglia, avendo ridotto sensibilmente il numero di varroe!

5- Nell' arnia madre riporre un altro telaino senza covata e dopo circa 3 giorni passare acido ossalico.
In questo modo le killer varroe, attaccate alle api, periranno grazie all'efficacia dell' acido ossalico e quelle presenti in covata saranno soppresse con la covata stessa.

venerdì 3 agosto 2012

Eseguito blocco di covata su favo verticale

Proceduto oggi a fare il blocco di covata.

Il metodo da me utilizzato è stato quello di confinare la regina su un favo verticale, usando l'apposita gabbia escludi regina. Cliccare qui per vedere tutta la procedura.

E' estremamente utile aver marcato la regina per facilitare l'operazione di avvistamento ;)!
questo è un lato dell' apposita gabbia. Si vede con il puntino giallo la regina marcata.


Non in tutte le zone si può fare il blocco di covata i primi di agosto. Nelle zone montane è infatti prassi fare il blocco di covata a luglio, in modo tale da non arrivare troppo a ridosso della stagione fredda e quindi incidere in maniera negativa sulla numerosità della famiglia.

ATTENZIONE: la gabbia è veramente precisa alla lunghezza dell'arnia, pertanto è necessario togliere un telaino e mettere cosi la gabbia,  tra due spazi di telaini per obliquo.

martedì 28 febbraio 2012

CONTROLLO ED EVOLUZIONE SCORTE

L' obiettivo della visita è stato quello di analizzare:

  1. La forza della famiglia;
  2. La ripresa della famiglia;
  3. La sufficienza delle scorte;
  4. Verificare lo stato di salute effettivo della famiglia e la presenza di eventuali malattie.
Andiamo a rispondere:

  • La famiglia è nella norma, non è fortissima, ma, considerando le giornate di neve e freddo intenso, è messa molto bene. Per ora occupa 3 telaini pieni.
    • La ripresa sembra molto buona, c' è già covata nella parte alta di due telaini e c' è molta presenza di api giovani ( si riconoscono in quanto sono più piccole e più chiare delle altre). Questo significa che anche durante gennaio c' è stata covata.

    •  Le scorte sono più che sufficienti, il candito che gli ho messo durante l'altra visita è ancora li. Questo significa che le api hanno qualcosa migliore del candito: " il MIELE". Oppure, come sintomo negativo, il candito è troppo duro e quindi non facile da mangiare.

    • Stato di salute ottimo. Hanno passato bene l' inverno e non risultano esserci nessun sintomo di malattie.

    Ecco una foto di un ape che si nutre. Vediamo che all' interno delle celle il miele sembra strano, sembra denso. Si presenta in quella forma perchè è miele cristallizzato. E' sempre buono ma si presenta ruvido anzichè liquido.